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Che cos'è il Piano Strategico

 

 

È un atto volontario di costruzione e condivisione di una visione futura di un territorio, del suo posizionamento, di esplicitazione di obiettivi e strategie per conseguirli mediante politiche ed interventi pubblici e privati. Molte regioni e città europee hanno chiamato Piano Strategico un insieme di interventi e di procedure finalizzati alla progettazione e al governo di processi di forte trasformazione. Ciò è avvenuto sia in aree con forti esigenze di riconversione per la crisi irreversibile di certe attività economiche (industria di base e portuale) quali Amburgo in Germania, Birmingham, Liverpool e Manchester in Inghilterra, sia in città dinamiche con problemi di prestigio e competizione internazionale quali Lione, Barcellona, Amsterdam e Torino.
La pianificazione strategica contribuisce a costruire un’identità del territorio. Il metodo strategico è più continuo e meno definito spazialmente rispetto al tradizionale Piano Regolatore Generale. Un piano strategico non è l'elenco delle richieste che una comunità rivolge all'Amministrazione Comunale, nell'illusione che i mezzi necessari per la sua realizzazione possano essere tutti di provenienza pubblica e in misura commisurata ai bisogni.
È, nel territorio, un patto tra tutti coloro che hanno delle responsabilità, compresi ovviamente l'Amministrazione Comunale e gli altri enti locali, che presenta in modo esplicito e sensato quali sono gli impegni che ciascuno è in grado di assumersi.
Per questo motivo un Piano Strategico, dopo essere stato concertato, viene firmato congiuntamente da chi lo condivide.
Nelle città che si sono dotate di un Piano Strategico è sempre avvenuto che sia stato il Sindaco a prendere l'iniziativa di avviare la complessa procedura per la sua elaborazione: questo non per condizionare le scelte finali, ma per garantire l'ordinato svolgimento delle diverse fasi di concertazione.
Analogamente sarà fatto per il nostro Piano di Copparo, Ro, Berra, Jolanda, Formignana e Tresigallo.

 

 

 

 

 

Perché il Piano Strategico del copparese

 

 

Per riprogettare le nostre città, per migliorarle e, in alcuni casi, rivoluzionarne l’economia interna e l’immagine esterna. Per mettere a regime interventi coordinati e legati da un unico filo conduttore con prospettive almeno decennali.
Per coordinare gli interventi tra loro attraverso l'effetto moltiplicatore.
Per trovare strategie allargate e solidali del potere locale, al fine di contribuire, se necessario, anche a concorrere con investimenti pubblici alle opportunità di interventi di gruppi o singoli privati imprenditori e forze economiche.
Per definire programmi strategici dei nostri paesi-città e scommettere sull'attuazione di questo tipo di investimenti.
L'Unione Europea ha dichiarato la sua disponibilità futura a sostenere finanziariamente soltanto quelle città che siano state capaci di dotarsi di un Piano Strategico.

 

 

 

 

 

Gli attori del Piano Strategico

 

 

 I l Piano strategico prevede una forte partecipazione della comunità locale alla sua costruzione, trattandosi di un progetto che mira non solo a delineare un preciso obiettivo, ma ad incanalare in quella direzione risorse umane ed economiche.
 I l punto di riferimento generale del Piano è il Forum, che dovrà essere composto da membri che rappresentino le più significative forze economiche, sociali e culturali del territorio; i nostri comuni crescono se tutti cooperano e partecipano al loro sviluppo. Non è l’ipotesi di un modello neo-corporativo, neppure una forma di esautorazione del Consiglio Comunale; anzi, in questo percorso, il ruolo del Consiglio è vitale.
 I l Forum invece dovrà coinvolgere, ai massimi livelli, le istituzioni e la classe dirigente della città.
La cooperazione tra soggetti pubblici e privati e l’integrazione delle politiche settoriali in un quadro condiviso e coordinato sono gli aspetti decisivi per il successo della Pianificazione Strategica.

 

 

 

 

 

Fasi di preparazione del Piano Strategico

 

 

 1  Preparazione indagine diagnostica del territorio del Copparese: dicembre/febbraio 2003 (Comitato tecnico scientifico con i presidenti dei gruppi di lavoro).
 2  Discussione dell’indagine diagnostica ed elaborazione delle linee strategiche, obiettivi ed azioni previste nel Piano: marzo/aprile 2003 (I gruppi di lavoro).
 3  Presentazione delle bozze di Piano ed approvazione da parte dell’Assemblea dei sei Comuni e del Forum dello Sviluppo: maggio/luglio 2003 (Comitato tecnico scientifico con la Direzione del Piano).
 4  Inizio attuazione del Piano: costituzione dell’associazione permanente del Piano Strategico.

 

 

 

 

      

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