Descrizione
«Ricordare è un dovere di verità e giustizia, per onorare chi ha sofferto. Non è solo un momento di memoria, ma un impegno a preservare la verità storica e a trasmetterla alle future generazioni». Questo è stato il messaggio che il vice sindaco Bruna Cirelli ha rivolto ai presenti martedì 10 febbraio, dinanzi al monumento nel parco di via Ortigara che onora le vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e della più complessa vicenda del confine orientale. A loro è dedicato il Giorno del Ricordo, commemorato alla presenza delle autorità civili, militari, religiose, alle associazioni combattentistiche e d’Arma e agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. Una cerimonia aperta con le note dell’Inno nazionale che ha accompagnato l’Alzabandiera cui è seguita la deposizione di una corona d’alloro dinanzi al monumento, l’esecuzione del Silenzio fuori ordinanza, gli onori ai caduti resi dal vice sindaco assieme al comandante della Compagnia dei carabinieri di Copparo, maggiore Alessandro Volpini e la benedizione di don Daniele Panzeri. Bruna Cirelli, nel portare il saluto dell’Amministrazione comunale e del sindaco Fabrizio Pagnoni, si è rivolta proprio ai giovanissimi studenti, «perché oggi sia per voi – ha dichiarato - un momento di riflessione su ciò che non dovrebbe mai accadere e che purtroppo spesso accade. Oggi, 10 Febbraio, siamo qui riuniti davanti al nostro monumento per ricordare una delle tragedie del Novecento, per onorare e rendere la nostra vicinanza a chi fu vittima di orrori disumani». Un dramma rimasto per troppo tempo nel silenzio, «fino al 2004 quando, con la legge n. 92 del 30 marzo, questa pagina di storia ha finalmente riacquistato dignità, con l’istituzione della solennità civile che celebriamo oggi e che impegna le Istituzioni a promuovere la conoscenza di quei fatti, a valorizzare il contributo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre: donne e uomini che, per rimanere italiani, decisero di lasciare tutto, case, beni, terreni, per restare con l’unica cosa che i comunisti titini non potevano togliere loro: l'identità».

Il vice sindaco ha ricordato il perché si è scelta la data del 10 febbraio per la commemorazione: «Perché è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi che assegnavano alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell'Italia». E ha concluso con un monito: «Ricordare le vittime non è solo un dovere di tutti noi, ma un impegno fondamentale, affinché simili orrori non si ripetano più». Le celebrazioni proseguiranno giovedì 12 febbraio alle 16.30 alla sala civica “Alda Costa” quando, nell’ambito dei corsi di Cultura “Ugo Coluccia” organizzati dalla Biblioteca comunale “Anne Frank” con il patrocinio del Comune, si terrà l’incontro intitolato “Memorie dell’Adriatico orientale: guerra e pace, un viaggio tra storia, cultura e popoli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Comitato Provinciale di Bologna. A relazionare sull’argomento saranno Chiara Sirk e Giovanni Stipcevich, rispettivamente presidente e vice presidente del Comitato Provinciale di Bologna dell’ Associazione Venezia Giulia e Dalmazia.