Descrizione
. Sono trascorsi vent’anni dal tragico giorno in cui Marco Coletta perse la vita, finendo con la propria auto nel canale che costeggia via Raffanello: un tratto che, all’epoca, non era protetto da guard rail. E come ogni anno, dinanzi al cippo dedicato al ventiduenne, collocato nel punto in cui i genitori hanno potuto abbracciare loro figlio per l’ultima volta dopo 36 ore di estenuanti ricerche, mamma Antonella Finotti e papà Daniele Coletta, assieme ad amici di famiglia e del figlio, si sono ritrovati per rinnovare il ricordo di Marco. Un ricordo impresso nei loro cuori e nelle parole scolpite nella stele che recitano sulla sommità “Per non dimenticare” e alla base “Perché il tuo sacrificio non risulti vano”. Parole che la madre ha fortemente voluto, pensando a quante vite sono state salvate in seguito all’installazione sulla banchina di quel guard rail di cui suo figlio non ha potuto beneficiare.
A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato l’assessore Fabio Felisatti, assieme al quale i genitori hanno ripercorso quanto avvenuto vent’anni fa e la coraggiosa battaglia giudiziaria – approdata anche alla Corte di Strasburgo – condotta da essi stessi per sostenere la necessità di una costante sicurezza stradale. Da parte di Antonella Finotti e Daniele Coletta è stato rivolto un sentito ringraziamento all’Amministrazione comunale di Copparo, non solo per l’immancabile partecipazione in occasione della ricorrenza, «ma anche per aver intitolato con il suo nome (nel 2022) il parco che sorge nel cuore di Tamara. Altresì ringraziamo il Comune di Ferrara, nella persona del sindaco Alan Fabbri, e Nicola Lodi per aver dedicato a Marco un parco nel capoluogo estense».
